Alle mie figlie, ai miei tesori

Published by Damiano Laterza on

Ci sono incontri che ti cambiano senza che tu te ne accorga subito. Uno dei miei è stato con Alejandro Jodorowsky, filosofo, regista, scrittore, sciamano contemporaneo.
Lo vidi più volte, in anni diversi della mia vita, e ogni volta sembrava sapere già cosa avevo nel cuore prima ancora che io aprissi bocca.

Un giorno gli chiesi una cosa semplice, quasi banale:
“Come si fa a non perdersi nella vita?”

Non volevo una frase magica, né una parabola piena di simboli.
Volevo qualcosa che funzionasse davvero.

Lui chiuse gli occhi un momento, respirò come fanno i saggi che sanno sempre troppo e poi mi regalò tre idee che io, oggi, voglio lasciare a voi.


1. “Muoviti. Non aspettare di sentirti pronto.”

Mi disse che la gente rimpiange più ciò che non prova che ciò che sbaglia.
Che anche un passo incerto è meglio di mille pensieri perfetti rimasti nella testa.

Da allora ho capito che il futuro ama chi lo attraversa, non chi lo osserva.

Perciò, mie piccole grandi donne:
scegliete, tentate, partite.
Il coraggio non viene prima: viene dopo.


2. “Non desiderare cose che ti rimpiccioliscono.”

Mi spiegò che i desideri che parlano solo di noi stessi diventano gabbie.
Si restringono, soffocano, diventano stanze senza finestre.

Desiderate cose che allargano il mondo, non che lo stringono.
Cose che sollevano anche gli altri mentre sollevano voi.

La vittoria migliore è quella in cui nessuno perde.


3. “Non vivere nel personaggio che altri hanno scritto per te.”

Disse che ognuno di noi rischia di diventare ciò che gli altri si aspettano:
la figlia perfetta, la brava studentessa, la bella persona educata, la donna che “deve essere così”.

Una trappola sottile.

“Trova il tuo tono”, mi disse.
“La tua danza. La tua verità.”

E non permettete mai che il mondo vi faccia interpretare un ruolo che non avete scelto.


Le tre bussole che vi lascio

A volte la vita si farà pesante. Capiterà a chiunque.
E in quei momenti ricordatevi queste tre cose che lui regalò a me e che io ora regalo a voi:

Avanzare.
Allargare.
Essere vere.

Se saprete fare questo, figlie mie, non vi perderete.
E anche se vi capiterà — succede a ogni essere umano — saprete ritrovarvi.

Perché dentro di voi c’è una direzione che nessuno può spegnere.
È vostra. Solo vostra.
E io, per quanto lontano o vicino, sarò sempre lì a custodirla.

Con tutto l’amore che esiste,
Papà