La Motivazione: Il Vero Motore del Nostro “Buoncammino”

di Maria Giusy Rosamondo
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Spesso ci chiediamo cosa manchi davvero nella vita di chi sembra “trascinarsi” senza una meta. Guardando il nuovo film di Checco Zalone, Buen Camino, emerge un aspetto che come psicologa e come persona mi sta molto a cuore: la mancanza di una reale motivazione trasforma l’esistenza in una recita superficiale, dove si sperpera il tempo (e non solo il denaro) in attesa di un senso che non arriva mai.
Il protagonista ci mostra chiaramente questo vuoto: è il classico “figlio di papà”, un vitellone che vive di inerzia. Ma il film ci insegna che il cambiamento non è un miracolo, è un processo. È solo attraverso il cammino — inteso come fatica, condivisione e riscoperta dei legami — che nasce una motivazione diversa.
Senza la motivazione giusta non si riesce a fare un giusto percorso.
Ma da dove nasce questa spinta? La riflessione centrale che dobbiamo porci è che la motivazione è strettamente determinata dai nostri sogni. È il sogno a definire la meta: senza un desiderio profondo da inseguire, la motivazione resta un motore spento. Coltivare i propri sogni non è un esercizio astratto, ma un atto di salute psicologica, perché è proprio verso quel sogno che orientiamo i nostri passi e troviamo l’energia per superare le difficoltà.
Questo concetto diventa potente quando vediamo il padre del protagonista, malato terminale. La sua ripresa non è solo clinica, è emotiva: quando vede che il figlio finalmente “prende in mano” la sua vita, realizzando un nuovo scopo, si riaccende in lui quella scintilla vitale che era spenta.
Con l’Associazione Laterza Rosamondo APS, lavoriamo proprio su questo: insegniamo a coltivare nuovamente i propri sogni per ritrovare quella motivazione che permetta di non essere più spettatori superficiali della propria vita, ma protagonisti consapevoli del “buon” cammino che serve per realizzarli.